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15.10.2018

Gli incidenti mortali sul lavoro e le malattie professionali in provincia di Modena calano, ma l’attenzione deve restare alta. È il messaggio che arriva dalla 68esima Giornata nazionale per le vittime del lavoro, che ha avuto nell’aula magna dell’Hesperia il suo momento ufficiale. Dalle cifre rilasciate ieri dall’Anmil (aggiornate all’agosto 2018) si evidenzia che gli infortuni denunciati sul nostro territorio si sono ridotti dell’1,9%, passando da 10.377 a 10.178 casi. I sinistri con esiti mortali si sono dimezzati da 22 a 11 ed è (con Rimini) il decremento più significativo in tutta l’Emilia Romagna.

Una diminuzione ben superiore al -15,3% in regione, in cui i decessi sul lavoro sono passati da 85 a 72. La media nazionale mostra un aumento del 4,5% (da 682 a 713 mortali). Discorso simile vale per le malattie professionali. I numeri a Modena calano da 506 a 425 (-16%).

In Emilia Romagna traspare un incremento da 4.383 a 4.438 casi (1,3%). In Italia la curva tende ancor di più verso l’alto: si passa da 39.318 a 40.219 malattie professionali con un segno più dietro alla percentuale del 2,2%. In regione esse crescono soprattutto a Ravenna (da 439 a 560 casi, 27,5%) e a Parma (da 361 a 438 casi, 21,3%). Soltanto a Piacenza si riscontra un decremento più elevato rispetto a quanto fatto da Modena in termini percentuali (meno 17,4%), ma in valori assoluti le malattie professionali a Piacenza si sono ridotte di 31 unità (da 178 a 147) contro le 81 in meno della nostra provincia. I dati nascondono però un rovescio della medaglia. Gli infortuni totali denunciati a Modena restano i secondi più alti in regione dietro i 56.313 di Bologna, calati dell’1% rispetto ai 56.869 del periodo precedente.

Dividendo i 10.178 casi modenesi del 2018 per i 243 giorni di riferimento (da gennaio ad agosto sia per il 2017 sia per il 2018) si scopre che quotidianamente (festivi inclusi) sono denunciati a Modena quasi 43 infortuni sul lavoro. Pur in diminuzione, gli infortuni mortali rappresentano il secondo valore della regione dietro ai 16 di Bologna (rimasti costanti). Va un po’ meglio con le malattie professionali, che si verificano “solo” meno di due volte al giorno. Un altro elemento invita però alla prudenza. Le cifre sono state elaborate dall’Anmil su dati dell’Inail. Sono dunque escluse tutte le forme di lavoro nero o che non prevedono un’adeguata copertura.

«Si registrano ancora percentuali inaccettabili di irregolarità – ha ammonito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio – conferma di come ci sia ancora molta strada da fare per diffondere la cultura della prevenzione».

Tra le criticità nazionali, i lavoratori under 35, i cui infortuni dal 2015 al 2017 sono aumentati del 2,2%. «Ho seguito tanti infortuni mortali, soprattutto di giovani – ha spiegato Patrizia Calvo, vicedirettore vicario dell’Inail di Modena – e molti di loro erano agricoltori. L’indice di rischiosità alto è dovuto spesso all’inadeguatezza dei macchinari». Agricoltura ed edilizia sono due settori su cui l’Ausl di Modena, in rete con varie istituzioni, ha lanciato una specifica prevenzione. «A Modena controlliamo circa 2.300 aziende – ha ricordato il dottor Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanità Pubblica – ed è un impegno per perseguire gli illeciti,un deterrente per chi pensasse di violare le norme».


«Dobbiamo operare sulla prevenzione degli infortuni e sul rafforzamento dei controlli», ha garantito il ministro del Lavoro Luigi Di Maio in un videomessaggio, puntando sulla «cultura della sicurezza nelle scuole».

Articolo tratto da gazzettadimodena.gelocal.it