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12.06.2025

Sulla formazione e i test di fine corso per lavoratori

Il momento della valutazione finale di un corso di sicurezza è un tassello fondamentale nell'intero mosaico dell'apprendimento. Prima parte di un contributo che fornisce suggerimenti sui test di valutazione. A cura dell’Ing. Enrico Franco.

 

Con il recente passaggio, produttivo e senza rinvii, in sede di Conferenza Stato-Regioni dell’ Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 17 aprile 2025 si compie – come indicato da Rolando Dubini in “ Analisi del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione” - un “passo decisivo nel lungo processo di unificazione e riorganizzazione sistematica della disciplina della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

 

Un passo decisivo che ci permette di tornare a riflettere su alcuni aspetti alla base del nuovo Accordo, già presenti anche nella versione, resa nota il 13 maggio 2024della precedente “ bozza definitiva”. Ed uno di questi aspetti è sicuramente l’attenzione maggiore all’effettività della formazione con riferimento alla modalità di verifica finale dell’apprendimento e di monitoraggio dell’ efficacia formativa.

 

Per parlarne, con particolare attenzione alla verifica di apprendimento, pubblichiamo oggi un contributo curato da un nostro lettore, l’Ing. Enrico FRANCO, formatore e RSPP, dal titolo “Test di fine corso per lavoratori”.

 

È un lungo contributo che dividiamo in due parti. In questa prima parte presentiamo: l’introduzione al tema; i quesiti a risposta secca, multipla e aperta; la difficoltà delle domande; le risposte e domande facili/difficili, sbagliate, errate o interpretabili.

 

Nella seconda parte, che pubblicheremo nei prossimi giorni, ci soffermeremo su altri argomenti: tipologia di domande, quante domande deve avere il test, test con immagini, comprensione linguistica, correzione/valutazione, test generati dall’intelligenza artificiale, …




TEST DI FINE CORSO PER LAVORATORI

 

INTRODUZIONE

Il momento della valutazione finale di un corso di sicurezza è un tassello fondamentale nell'intero mosaico dell'apprendimento. I test di valutazione non sono solo semplici momenti di valutazione, ma rappresentano un'opportunità cruciale per gli studenti per mettere alla prova le loro conoscenze, competenze ed abilità acquisite nel corso. Per il lavoratore questo particolare momento, facente parte del corso stesso, ha fondamentalmente i seguenti obiettivi:

  • Misurare l'Apprendimento: I test di valutazione finale vanno ben oltre la somministrazione di domande a risposta multipla o esercizi pratici. Essi fungono da indicatori affidabili per valutare non solo la memorizzazione di concetti, ma anche la comprensione, la capacità di risolvere problemi e l'abilità nel collegare e applicare le conoscenze apprese in situazioni reali.
  • Riflettere sul Percorso Formativo: Il test finale è anche un momento di riflessione per i discenti. Gli studenti hanno l'opportunità di guardare indietro al loro percorso di apprendimento, analizzando gli argomenti affrontati, le sfide superate e le aree in cui desiderano e devono migliorare. Questo momento di autovalutazione può essere estremamente formativo, consentendo agli studenti di individuare le proprie forze e le proprie debolezze per potenziare il proprio apprendimento.
  • Prepararsi per il Futuro: Prepararsi per un test di valutazione finale non riguarda solo l'accumulo di conoscenze nelle sessioni di corso precedenti. È un processo che richiede attenzione, costanza nello studio, la pratica costante e la capacità di gestire lo stress. Queste competenze sono preziose non solo per superare l'esame, ma anche per affrontare le sfide future nella vita personale e professionale lavorativa.
  • Conclusioni: In definitiva, i test di valutazione finale sono più di una semplice verifica delle conoscenze. Essi rappresentano un momento cruciale nel percorso di apprendimento di ogni lavoratore, offrendo l'opportunità di dimostrare le competenze acquisite e di rivedere il proprio percorso formativo sulla sicurezza preparandosi per le sfide future.

 

Nell’articolo esploreremo alcune strategie efficaci per affrontare con successo questi test, sia dal punto di vista del discente che da quello del docente. Al termine verranno inseriti alcuni cenni all’utilizzo dei nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale in questo ambito lasciando ad un futuro articolo un approfondimento specifico in materia.

 

Analizziamo ora una serie di argomenti utili alla predisposizione dei test finali di apprendimento.

 

TEST A RISPOSTA SECCA

In un test molti quesiti possono essere posti in modo da ricevere una risposta di sole due tipologie, dal semplice SI-NO oppure VERO-FALSO ad altre tipologie che comunque presentano solo due possibilità di scelta (es. BIANCO o NERO – APERTO o CHIUSO ecc.) . Questo tipo di quesiti torna molto utile quando la tipologia di discenti è poco propensa all’attenzione, non riesce a concentrarsi per lungo tempo sul quesito e sulle alternative di risposta, casi tipici sono i ragazzi dell’ Alternanza scuola/lavoro o PCTO oppure gli operai neo-assunti o ancora gli stranieri con le proprie difficoltà comprensive e linguistiche.

 

 

QUESITI A RISPOSTA MULTIPLA

La principale tipologia di domande in un test è del tipo a risposte multiple, le tre opzioni sono la tipologia più semplice ma esistono casi con quattro o cinque risposte. Avere più risposte comporta un tempo complessivo di risposta al test più lungo e la difficoltà di trovare le quattro o cinque risposte da inserire da parte del redattore senza incorrere in errori o ambiguità come vedremo più avanti.

L’utilizzo di tre risposte comporta la scelta di una risposta esatta su due errate, le due errate dovrebbero essere una completamente errata ed una non così errata, questa scelta permette di valutare anche come il discente abbia acquisito il concetto oggetto del quesito. Se seleziona la risposta totalmente errata è indice di pessima comprensione dell’argomento.

 

 

QUESITI A RISPOSTA APERTA

Le domande a risposta aperta permettono al discente di esprimere con le proprie parole il concetto acquisito, in molti casi questa risposta consente di valutare in base alla lunghezza della risposta un aspetto quantitativo di conoscenze possedute ma generalmente questo tipo di risposta comporta molti problemi pratici di valutazione fra cui:

 

  1. Difficoltà di lettura del testo
  2. Difficoltà di espressione del concetto
  3. Difficoltà linguistiche
  4. Lunghezza del testo

 

Analizziamole:

1) Difficoltà di lettura del testo da parte del correttore

La calligrafia del discente diventa un elemento critico in quanto è spesso di difficile interpretazione e comporta notevoli dispendi di energia e di tempo per la sua lettura in fase di correzione.

2) Difficoltà di espressione del concetto

Molti discenti, pur avendo compreso correttamente i concetti, per diverse ragioni, culturali, educative ma anche mediche, non sono in grado di esplicitare e scrivere il concetto insito nella risposta. Il grado di analfabetismo della popolazione è purtroppo ancora alto in alcune fasce di lavoratori e questo non solo compromette l’esito del test ma spesso discrimina gli utenti.

3) Difficoltà linguistiche

Molti discenti, in particolare di provenienza estera o di bassa scolarità, non hanno proprietà linguistiche di scrittura. Comprendono sufficientemente il linguaggio parlato ma hanno difficoltà nel linguaggio scritto, sia in fase di lettura che di scrittura, rendendo difficile la valutazione della risposta data.

4) Lunghezza del testo

Spesso un discente risponde alla domanda aperta in modo prolisso, cioè dettagliando argomenti poco significativi e rendendo il testo della risposta lungo da leggere e da interpretare. Valutare la risposta basandosi esclusivamente sulla presenza nel testo di alcuni termini enucleati dal contesto rappresenta un metodo rapido di valutazione ma sicuramente molto impreciso mentre la lettura completa del testo è sicuramente lenta e dispendiosa e spesso poco significativa per la valutazione comparata alle risposte di altri discenti.

Questo tipo di domande possono essere poste senza grandi difficoltà quando la risposta può essere circoscritta, cioè deve riportare uno, due o tre termini come nell’esempio seguente:

 

 

 

In questo secondo esempio sorge la problematica dei termini utilizzati, Frequenza o Probabilità?

Come deve essere considerata questa risposta? Sicuramente nello spirito del discente il concetto è chiaro, l’uso di un termine sinonimo o comunque simile non comporta una risposta errata.

Analogamente, nel primo esempio, spesso viene utilizzato il termine “Ossigeno “ invece di “Comburente”, anche in questo caso il discente esprime un concetto esatto assimilando Ossigeno e Comburente ma dimenticando che esistono altri comburenti come clorati, nitriti, permanganati ecc., anche in questo caso non si dovrebbe considerare come risposta errata.

 

DIFFICOLTA’ DELLE DOMANDE

Quale deve essere il livello di difficoltà delle domande poste ? La risposta è semplice: “dipende dalla tipologia di corso”. Se avrò concluso un corso di specializzazione o di aggiornamento per RSPP il livello di difficoltà delle domande sarà sicuramente elevato in quanto si presume che l’utenza abbia già un proprio livello di competenze alto e si vuole verificare come le nuove nozioni siano state acquisite dal discente.

Se il corso sarà invece un corso base per lavoratori diventa più importante, a mio parere, che i discenti prendano coscienza del livello di competenza raggiunto, ma principalmente devono prendere fiducia delle proprie capacità nella soluzione di problemi di sicurezza. Non servirà a nulla chiedere l’articolo di Legge che tratta la movimentazione dei carichi mentre sarà utilissimo nella pratica quotidiana sapere che movimenti bruschi ed in equilibrio instabile causano problemi lombari.

 

Alcuni esempi:

 

 

La scelta delle domande e la loro difficoltà deve essere progettata prima del corso ed eventualmente adattata alla tipologia di utenza.

 

RISPOSTE FACILI O DIFFICILI

Anche in questo caso la scelta delle risposte dipende dalla tipologia di corso e di utenza ma a differenza delle domande facili o difficili qui la problematica si amplia. Cosa significa una risposta facile o difficile? Il discente si troverà tre alternative fra cui scegliere e dunque ci possiamo creare più situazioni:

  1. Risposte quasi identiche – difficile
  2. Risposte totalmente differenti – medio
  3. Risposte di cui una palesemente corretta oppure due palesemente errate– facile

Tutte le tre situazioni rappresentano casi dipendenti dalla tipologia di corso terminato:

 

1) Risposte quasi identiche – difficile

In corsi di abilitazione tecnica o di aggiornamento, cioè con personale preparato in materia di cui si vuole verificare il livello raggiunto possiamo utilizzare questo tipo di risposte, spesso mettendo in difficoltà il discente come nell’esempio seguente :

 

 

2) Risposte totalmente differenti – medio

In questi casi l’esaminando ha a disposizione più scelte completamente differenti per cui diventa decisamente più semplice indirizzarsi sulla risposta esatta come nel caso seguente :

 

 

La lettura attenta delle quattro opzioni totalmente differenti non lascia dubbi sulla scelta dell’ultima opzione.

 

3) Risposte di cui una palesemente corretta – facile

 

Questa tipologia di risposte presenta tre risposte palesemente errate e dunque una sola, la

prima, esatta :

 

 

RISPOSTE E DOMANDE SBAGLIATE

Accade spesso in molti test di trovare delle domande oppure delle risposte errate, questo non deve accadere pertanto è sempre necessaria un’analisi preliminare del test per non cadere in questo tipo di errori.

 

 

RISPOSTE E DOMANDE ERRATE O INTERPRETABILI

Una problematica molto simile alla precedente si ravvisa quando le domande o le risposte non sono chiare o peggio sono interpretabili da parte dell’esaminando. In questi casi il redattore nello scrivere la domanda o la risposta utilizza il proprio sapere per dare la propria interpretazione alla domanda o alla risposta. Questa situazione mette il docente in criticità poiché dovrà fornire i necessari chiarimenti ai discenti che hanno contestato la domanda o la risposta in questione.

  

 

In questo caso la domanda è posta in modo errato ed è troppo contorta per essere interpretata correttamente, mentre le tre risposte sono confuse e sbagliate tanto da rendere difficile la scelta corretta, se esiste.

 

 

-fine della prima parte-

 

 

 

Ing. Enrico FRANCO

formatore e RSPP

 

 

La seconda parte del contributo sarà pubblicata nei prossimi giorni.

 

 

Scarica la normativa di riferimento:

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