08.04.2025
Un approfondimento sulla formazione degli addetti al primo soccorso in azienda. La normativa, il decreto n. 388/2003, la parte pratica e i vantaggi della supervisione medica. A cura dell’avvocato Rolando Dubini.
1. Premessa
La formazione degli addetti al primo soccorso in azienda rappresenta un obbligo imprescindibile per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, come stabilito dall’articolo 45 del D.lgs. n. 81/2008. Questo articolo costituisce la base normativa per l’organizzazione e la gestione delle attività di primo soccorso, prevedendo disposizioni precise in merito:
Art. 45. Primo soccorso
Queste disposizioni stabiliscono un quadro normativo chiaro e dettagliato per i datori di lavoro, sottolineando la necessità di implementare misure concrete per garantire un sistema di primo soccorsoefficace. Il datore di lavoro deve non solo valutare attentamente la natura dell’attività svolta e i rischi specifici correlati, ma anche collaborare con il medico competente (laddove previsto) per predisporre interventi adeguati.
Il comma 1 ribadisce l’importanza di stabilire un collegamento diretto con i servizi esterni di emergenza, garantendo che eventuali infortuni siano gestiti tempestivamente e con il supporto necessario. Questo aspetto è cruciale non solo per i lavoratori, ma anche per tutte le persone presenti sui luoghi di lavoro, come clienti, fornitori o appaltatori.
Il comma 2 pone l’accento sull’importanza delle caratteristiche minime delle attrezzature e dei requisiti formativi del personale. Questi elementi vengono delineati dal Decreto Ministeriale n. 388/2003, che funge da riferimento primario per l’implementazione di misure standardizzate e adeguate alle diverse tipologie di rischio. Questo decreto stabilisce sia i contenuti della formazione pratica e teorica sia i requisiti tecnici delle dotazioni, garantendo una preparazione completa e conforme alle normative vigenti.
Inoltre, la norma prevede che eventuali aggiornamenti o adeguamenti delle disposizioni siano effettuati acquisendo il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Questo garantisce una costante evoluzione delle regole in funzione delle nuove necessità e tecnologie, mantenendo elevati gli standard di sicurezza.
In sintesi, l’articolo 45 del D.Lgs. n. 81/2008 e il Decreto Ministeriale n. 388/2003 non solo delineano le responsabilità del datore di lavoro, ma offrono anche un quadro normativo integrato che mira a proteggere la salute e la sicurezza di tutti coloro che operano all’interno di un contesto lavorativo.
2. Il Decreto Ministeriale n. 388 e la formazione degli addetti al primo soccorso
L’articolo 3, comma 2, del Decreto Ministeriale n. 388 specifica:
“La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato.”
Questa disposizione sottolinea la centralità della figura medica nel processo formativo degli addetti al primo soccorso, ponendo particolare enfasi sulla parte pratica. Il personale medico è incaricato di garantire che le esercitazioni siano condotte con la massima competenza, assicurando che i partecipanti acquisiscano le competenze necessarie per affrontare situazioni di emergenza.
La norma stabilisce inoltre che, sebbene il medico possa avvalersi del supporto di personale infermieristico o di altri specialisti, tale collaborazione è limitata al ruolo di supporto e non sostituisce la presenza attiva del medico. Questo aspetto è fondamentale per assicurare che l’addestramento pratico venga condotto con la supervisione diretta di un professionista qualificato, capace di intervenire prontamente per correggere errori o fornire chiarimenti tecnici.
La collaborazione con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, laddove possibile, rappresenta un valore aggiunto significativo. Questo approccio consente di integrare nella formazione le procedure operative e i protocolli utilizzati dai servizi di emergenza, migliorando la preparazione degli addetti al primo soccorso. Tali sinergie contribuiscono a simulare scenari realistici, aumentando l’efficacia dell’apprendimento pratico.
Infine, l’articolo evidenzia che il personale infermieristico e gli altri specialisti possono occuparsi di attività tecniche, come l’addestramento all’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE) o la gestione delle attrezzature, ma sempre sotto la supervisione e la responsabilità del medico. Questa impostazione garantisce un livello di formazione adeguato agli standard previsti dalla normativa, riducendo al minimo i margini di errore e assicurando che gli addetti siano adeguatamente preparati per affrontare le emergenze nei luoghi di lavoro.
3. L'importanza della parte pratica
La formazione pratica degli addetti al primo soccorso riveste un ruolo essenziale per assicurare che le conoscenze teoriche acquisite vengano tradotte in competenze operative efficaci. Essa consente ai partecipanti di apprendere e affinare abilità fondamentali attraverso l’esecuzione diretta di manovre salvavita e tecniche di gestione delle emergenze. Tra le competenze principali che vengono sviluppate vi sono:
La presenza del medico durante queste sessioni di addestramento è fondamentale per diversi motivi:
Questa parte del percorso formativo non si limita al semplice addestramento tecnico, ma contribuisce a costruire la fiducia dei partecipanti, fornendo loro le competenze necessarie per agire prontamente e con sicurezza in caso di emergenze reali. Una formazione pratica ben strutturata, accompagnata dalla guida esperta di un medico, può fare la differenza tra un intervento efficace e il rischio di aggravare la situazione in contesti critici.
4. La posizione dell’INAIL
Nel documento tecnico del 2012, l’INAIL chiarisce:
“Quando si afferma che 'il personale medico può avvalersi della collaborazione del personale infermieristico nello svolgimento della parte pratica' è evidente che il legislatore ha considerato la difficoltà del solo medico ad effettuare un addestramento sul campo di tutti i lavoratori coinvolti. Tuttavia, tale collaborazione è finalizzata a supportare il medico, non a sostituirlo. La co-presenza del medico e del personale infermieristico presuppone una formazione in presenza e non a distanza” (INAIL Settore Ricerca, Dipartimento di Medicina del Lavoro, Primo Soccorso: Requisiti e Formazione degli Addetti – Nota tecnica di Papaleo Bruno, Cangiano Giovanna, Sara Calicchia, 2 agosto 2012).
Questo chiarimento rafforza il concetto che la responsabilità formativa è esclusivamente del medico, il quale può delegare attività operative solo sotto la propria supervisione diretta.
5. Vantaggi della supervisione medica
La normativa e la nota tecnica INAIL convergono sull’importanza della supervisione medica durante la formazione pratica, evidenziando i seguenti benefici:
6. Implicazioni per le aziende
Le aziende sono obbligate a organizzare la formazione in conformità alla normativa vigente. Ciò implica:
7. Conclusioni
La formazione degli addetti al primo soccorso è un pilastro fondamentale per la sicurezza sul lavoro. La presenza obbligatoria del medico durante la parte pratica, come ribadito dal Decreto Ministeriale n. 388 e dal documento tecnico INAIL 2012, è un elemento chiave per garantire un apprendimento efficace e sicuro. Per le aziende, questo non rappresenta solo un obbligo normativo, ma anche un investimento nella salute e nel benessere dei dipendenti. Una formazione ben strutturata e supervisionata può fare la differenza nella gestione delle emergenze, prevenendo conseguenze gravi e salvando vite.
Rolando Dubini, penalista Foro di Milano, cassazionista
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