21.07.2025
Un factsheet dell’Inail si sofferma sulla diffusione e l'utilizzo dei defibrillatori nei luoghi di lavoro. Focus sulla normativa in materia, sulla catena della sopravvivenza e sulla formazione all’uso del DAE nei luoghi di lavoro.
In Europa oltre 700.000 persone sono colpite, ogni anno, da un arresto cardiaco. E nel nostro Paese sono circa 60.000 le persone che muoiono per morte cardiaca improvvisa.
Se di fronte ad un arresto cardiaco si interviene con la sola la rianimazione cardiopolmonare (RCP), “la probabilità di sopravvivenza aumenta del 30% entro 9 minuti”, mentre se si utilizza anche il defibrillatore (DAE) “la sopravvivenza arriva al 60%”.
A ricordarlo e a fornire informazioni sull’uso dei DAE nei luoghi di lavoro è un nuovo factsheet prodotto dal Dipartimento Inail di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA), dal titolo “La diffusione e l'utilizzo dei defibrillatori (DAE) nei luoghi di lavoro” e a cura di B. Papaleo, M. De Rosa e A. Pera. Un documento che, nell’introduzione, ricorda come la mortalità cardiovascolare rappresenti “la principale causa di morte a livello mondiale: il 50% di tutte le morti per causa cardiovascolare avviene all’improvviso, anche in persone senza patologia cardiaca nota”. E l’arresto cardiaco si verifica “quando il cuore non riesce più a pompare sangue e ossigeno alle cellule. Se non trattato entro pochi minuti porta alla morte”.
Nel presentare la nuova scheda informativa Inail affrontiamo i seguenti argomenti:
La scheda ricorda che, come segnalato anche in precedenti documenti Inail sul tema, negli ultimi anni è cresciuto significativamente “l’interesse per l’educazione al primo soccorso e per la rianimazione cardiopolmonare (RCP)”. E questo anche grazie all’attenzione del legislatore, a livello nazionale che europeo.
Ad esempio:
La scheda riporta poi alcuni dati e informazioni:
Il factsheet presenta informazioni su cosa fare in caso di arresto cardiaco – con riferimento al suo riconoscimento, alla rianimazione RCP, all’uso del DAE e all’attesa dei sanitari – e riporta una figura che rappresenta la catena della sopravvivenza:
La scheda entra poi nel dettaglio di cosa sia un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE).
Si indica che il defibrillatore è “un dispositivo di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, l’attività elettrica del cuore e riconoscere un’aritmia (fibrillazione ventricolare)”.
Riprendiamo dal documento – rimandando ad un’adeguata formazione per il suo uso – le fasi di utilizzo del DAE:
Si segnala poi di continuare “fino a chiari segni di ripresa, fino all’arrivo dei soccorsi o fino a esaurimento fisico del soccorritore”.
Sono riportate anche indicazioni sulla formazione all’uso del defibrillatore nei luoghi di lavoro.
Si indica che “integrare la formazione all’ uso del DAE nei corsi di formazione per addetti al primo soccorso potrebbe avere dei vantaggi per le aziende, tra cui:
Si ricorda poi che, dal punto di vista formativo, “la rianimazione cardiopolmonare è già una materia obbligatoria prevista dal d.m. salute 388/2003”. Tuttavia per una formazione completa, è “consigliabile integrare un modulo specifico sul BLS-D, rispettando gli standard internazionali in termini di:
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta ulteriori informazioni e dettagli su cosa sia un arresto cardiaco e sui possibili primi interventi.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ La diffusione e l'utilizzo dei defibrillatori (DAE) nei luoghi di lavoro”, a cura di B. Papaleo, M. De Rosa, A. Pera - Factsheet edizione 2025 (formato PDF, 354 kB).
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