09.10.2026
Una dispensa allegata ad una nota del Dipartimento dei Vigili del fuoco fornisce indicazioni su estintori portatili e carrellati. Caratteristiche, capacità estinguente, scelta, posizionamento e principali regole di utilizzo durante l’emergenza.
In relazione ai vari presidi antincendio (gli impianti, le attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio) presenti nei luoghi di lavoro, si evidenzia che le attrezzature antincendio maggiormente diffuse e utilizzate per il controllo dei principi di incendio sono gli estintori portatili. Attrezzature che risultano particolarmente preziose “per la prontezza di impiego e la efficacia”.
Ed infatti nei piccoli incendi ed in caso di primo intervento “può essere sufficiente l’utilizzo di uno o al massimo due estintori per domare il fuoco”. Mentre per incendi più gravi “l’utilizzo degli estintori può essere utile per impedire o rallentare la propagazione delle fiamme, in attesa dell’utilizzo di mezzi antincendio più potenti che hanno spesso tempi di approntamento più lunghi”.
A soffermarsi con queste parole sui presidi antincendio e, in particolare, sugli estintori è la “Dispensa per corsi 2-FOR - Corsi di formazione antincendio per addetti antincendio in attività di livello 2 (durata 8 ore, compresa verifica di apprendimento)” che è allegata, con altre due dispense, alla nota DCPREV n. 12301 del 07 settembre 2022, con riferimento al contenuto del Decreto del Ministero dell'Interno 2 settembre 2021.
La dispensa 2-FOR ci permette di fare un breve approfondimento sugli estintori con particolare riferimento ai seguenti argomenti:
Nella parte del Modulo 2 dedicata alla strategia antincendio e, in particolare, nel punto 2.1.7 (Controllo dell’incendio) si segnala che gli estintori sono “mezzi di estinzione, da usare per pronto intervento sui principi d’incendio”.
In particolare il Codice di prevenzione Incendi riguardo agli estintori indica che l’estintore è un presidio di base complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d’incendio. La capacità estinguente di un estintore, determinata sperimentalmente, ne indica la prestazione antincendio convenzionale”.
Inoltre “l’impiego di un estintore è riferibile solo ad un principio d’incendio e l’entità della capacità estinguente ad esso associata fornisce un grado comparativo della semplicità nelle operazioni di estinzione. Ulteriori aspetti che contraddistinguono gli estintori utili alla valutazione del rischio sono: il peso o la capacità, connessi alla carica di estinguente, la dielettricità del getto, connessa alla natura dell’estinguente. Informazioni su caratteristiche usualmente indesiderate del getto, come tossicità, residui e temperature pericolose, completano il quadro necessario per l’individuazione dell’estintore più appropriato”.
La carica degli estintori non può poi “essere superiore a 6 kg o 6 litri; estintori con cariche superiori sono utilizzabili solo negli ambienti destinati ad attività di processo non accessibili al pubblico se non permanentemente accompagnato”.
Inoltre, secondo la dispensa 2-FOR, in relazione al peso complessivo, gli estintori “si possono distinguere in:
E un estintore “è caratterizzato dall’agente estinguente che esso contiene. Gli estintori si dividono in:
Si ricorda poi che la classificazione dell’estintore avviene “attraverso dei focolari standard indicati nelle norme tecniche, gli stessi servono a definire la capacità estinguente dell’estintore. Per poter procedere all’estinzione in prova dei focolari sono richiesti una durata minima di funzionamento e ben determinati parametri tecnici riferiti alla costruzione del focolare sia di classe A che di classe B che di classe F”.
Si sottolinea poi che la tipologia degli estintori installati “deve essere selezionata sulla base della valutazione del rischio e, in particolare in riferimento alle classi di fuoco (es. estintori per classe A, estintori polivalenti per classi AB, estintori per la classe F, …). Si deve inoltre tenere conto degli effetti che potrebbe generare l'espulsione dell'agente estinguente sugli occupanti e sui beni presenti nei luoghi protetti con tale presidio”.
In generale:
Si indica poi che nei luoghi chiusi, “nei confronti dei principi di incendio di classe A o classe B, è opportuno l’utilizzo di estintori a base d’acqua (estintori idrici)” e, in linea generale, “l'impiego degli estintori a polvere è fortemente sconsigliato in luoghi chiusi, in quanto potrebbe generare una un’improvvisa riduzione della visibilità che potrebbe compromettere l’orientamento degli occupanti durante l’esodo in emergenza o altre operazioni di messa in sicurezza; inoltre la polvere potrebbe causare irritazioni sulla pelle e sulle mucose degli occupanti e danni ai beni (macchinari, attrezzature, ecc.)”.
Gli estintori devono poi essere sempre “disponibili per l’uso immediato”, quindi vanno posizionati in modo che siano facilmente visibili e accessibili. Devono trovarsi “in prossimità delle uscite dei locali, di piano o finali, ed in prossimità delle aree a rischio specifico”.
Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio d’incendio, “le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio. Gli estintori che richiedono competenze particolari per il loro impiego devono essere segnalati in modo da poter essere impiegati solo da personale specificamente addestrato (estintori per fuochi di classe D, estintori carrellati, …)”.
Veniamo, infine, a quanto poi riportato sugli estintori nello spazio della dispensa (Modulo 4) dedicato alle esercitazioni pratiche.
La dispensa riporta le regole generali per l’utilizzo degli estintori portatili contro un incendio:
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della dispensa (Supporti didattici per lo svolgimento dell’attività formativa - Corsi di tipo 2 -FOR) che nello spazio dedicato alle esercitazioni pratiche si sofferma anche su:
RTM
Scarica la normativa di riferimento: