27.01.2025
Un intervento presenta vari aspetti connessi alle radiazioni ottiche in ambiente di lavoro e alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti. Focus sugli effetti sulla salute delle radiazioni e sulla classificazione dei laser.
Il Decreto legislativo 81/2008 definisce le radiazioni ottiche ‘tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 nm e 1 mm’ e lo spettro delle radiazioni ottiche “si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse”.
In particolare, ai fini protezionistici, le radiazioni ottiche “sono suddivise in:
In relazione ai possibili effetti sulla salute e al pari delle radiazioni ionizzanti (ad esempio le radiazioni connesse a sorgenti radioattive e tubi RX) è “importante valutare i rischi da esposizione alle radiazioni ottiche, in particolare in ambito lavorativo, essendo possibili esposizioni sistematiche e continuative a tale tipo di radiazioni”.
A dirlo e a presentare, in questi termini, le radiazioni ottiche è un intervento al seminario di formazione e aggiornamento “Sicurezza del lavoro e protezione dalle radiazioni ottiche (sorgenti IR-VIS-UV incoerenti e coerenti-LASER) ai sensi del D.lgs 81/08” che si è tenuto da remoto, organizzato dalla Consulta CIIP in collaborazione con varie organizzazioni, il 10 ottobre 2024.
Nel presentare l’intervento, che si sofferma su molti aspetti associati alle radiazioni ottiche, l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
Nell’intervento “Le Radiazioni Ottiche in Ambiente di Lavoro”, a cura di Flavia Groppi (Accademia ANPEQ, INFN-LASA), si ricordano, tra le altre cose, le varie fonti di radiazioni, con particolare riferimento alle radiazioni ottiche artificiali (ROA).
Ad esempio sono indicate alcune sorgenti ROA e le attività con possibile esposizione:
Senza dimenticare il LASER (Light Amplification by Stumulated Emission of Radiation), o le sorgenti di radiazione Infrarossa come le lampade ad IRA-IRB per il riscaldamento.
Riguardo agli effetti sulla salute dei lavoratori esposti a radiazioni ottiche artificiali si indica che tali effetti riguardano generalmente “due organi bersaglio:
E la tipologia degli effetti associati all’esposizione a radiazioni ottiche artificiali “dipende da:
In particolare, gli effetti dannosi più significativi che possono manifestarsi sulla struttura dell’occhio sono:
Gli effetti più rilevanti che possono manifestarsi sulla pelle, invece, sono:
Si segnala poi che, oltre ai rischi per la salute dovuti all’esposizione diretta a ROA, “esistono effetti indiretti, non meno importanti, quali:
Ci soffermiamo, in particolare, sull’uso e i rischi con i LASER, un tema recentemente affrontato anche dall’Inail ( Radiazione laser: un documento su sicurezza, rischi e prevenzione).
Si ricorda che il laser “emette radiazione monocromatica, di elevata intensità e coerente”. In particolare, l’emissione è detta coerente in quanto “i treni d’onda della radiazione sono in fase nel tempo e nello spazio, mentre la luce di una sorgente ordinaria (lampada ad incandescenza) è una sovrapposizione di lunghezze d’onda non coerenti”.
Diverse proprietà di questa radiazione rendono la luce laser “più pericolosa delle normali sorgenti luminose”, anche perché la radiazione laser “è in grado di depositare una grande quantità di energia in un’area molto piccola”.
Si indica poi che esiste attualmente “una grande varietà di sorgenti laser (a stato solido, a gas, a coloranti organici, ad eccimeri) che coprono un intervallo di lunghezze d’onda che comprende la radiazione visibile, l’infrarosso e l’ultravioletto”. E l’emissione “può essere continua (CW), o ad impulsi di grande intensità e breve durata (anche ben al di sotto del picosecondo)”.
Riguardo poi alla classificazione dei sistemi Laser si segnala che la norma CEI EN 60825 (principale riferimento per la normativa laser italiana) “classifica i laser in cinque classi pericolosità crescente:
Riprendiamo dalle slide una tabella con le precauzioni connesse alla classificazione:

Si indica poi che “è responsabilità del costruttore o del suo agente fornire la corretta classificazione di un apparecchio laser”. E se la modifica da parte dell’utilizzatore “di un apparecchio già classificato influenza un aspetto qualunque delle prestazioni dell’apparecchio o delle sue funzioni, la persona o l’organismo che effettua tale modifica ha la responsabilità di assicurare la riclassificazione e la nuova targatura dell’apparecchio laser”. Attraverso classificazione “è possibile stimare il rischio associato alla installazione ed impiego dell’apparato”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale dell’intervento che si sofferma su varie tipologie di radiazioni ottiche e che riporta utili indicazioni anche sulla normativa e sulla valutazione dei rischi.
RTM
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